Codici sui Diritti delle Donne
Lo Sportello Tutela Donna
STALKING: LA NORMATIVA
COSA PREVEDE L’ART. 612-bis c.p.
L’Italia ha deciso di mettersi al passo con altri paesi che hanno già legiferato in materia con un ddl presentato dal ministro delle pari opportunità Mara Carfagna e approvato dal consiglio dei ministri lo scorso giugno 2008.
Lo stalking quindi è diventato un reato anche in Italia, con il decreto legge n. 11 emesso il 23 febbraio 2009 (“Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonchè in tema di atti persecutori”) che ha introdotto l’art. 612-bis nel nostro c.p. L’articolo intitolato Atti persecutori, al comma 1 stabilisce che “chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita” è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni. È inoltre previsto l’ergastolo se lo stalker arriva a uccidere la propria vittima.
Fino ad oggi, invece, gli atti di violenza, frequentemente preceduti da vere e proprie persecuzioni, sfuggivano a ogni sanzione. Attualmente, con questo ddl, la vittima di stalking, prima di presentare querela, può richiedere al questore un provvedimento di ammonimento orale nei confronti del persecutore. Sono altresì previsti aumenti di pena se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato (e questi casi sono i più diffusi) o da persone legate alla vittima da una relazione affettiva.
La pena è aumentata fino alla metà e si procede d’ufficio se il fatto è commesso ai danni di un minore, se ricorrono le aggravanti di aver agito con le armi, con più persone, con scritti anonimi, se lo stalker è stato già ammonito oralmente dal questore. È previsto inoltre il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, dai suoi congiunti, dai suoi conviventi o legati ad essa da relazione affettiva. (www.camera.it/parlam/leggi/decreti/09011d.htm)
ALTRI MEZZI PER PROCEDERE IN AMBITO PENALE
Si tratta di norme non specificamente dirette a punire lo stalking, bensì dirette a colpire altri illeciti, che
potrebbero accompagnare tali condotte moleste, quali:
• Art. 575 c.p.: omicidio.
• Art. 582 c.p.: lesioni personali.
• Art. 594 c.p.: ingiuria.
• Art. 595 c.p.: diffamazione.
• Art. 610 c.p.: violenza privata.
• Art. 612 c.p.: minaccia.
• Art. 614 c.p.: violazione di domicilio.
• Art. 635 c.p.: danneggiamento.
MISURE DI DIRITTO CIVILE: ordini di protezione
Se l’autore della molestia è un membro della famiglia convivente con la vittima, la legge 154/2001, "Misure contro la violenza nelle relazioni familiari prevede, quale misura diretta a proteggere la vittima, l’allontanamento del soggetto maltrattante.(www.camera.it/parlam/leggi/01154L.htm)
GUIDA PRATICA
COME PUOI AUMENTARE LA SICUREZZA PER TE E PER I TUOI FAMILIARI?
• Rendi sicure porte e finestre di casa (per es. istallando serrature alle finestre e spioncini sulle porte), sottoponi l’abitazione ad un controllo per verificare il livello di sicurezza e cambia tutte le serrature se sospetti che lo stalker possa entrare.
• Usa una casella di posta privata. Non accettare pacchi se non si tratta di qualcosa che hai ordinato direttamente. Dai il tuo indirizzo solo agli amici più fidati.
• Prepara una lista di numeri di telefono utili da tenere sempre con te (es. della polizia, di amici, di centri per la violenza domestica, di un avvocato, ecc.).
• Fornisci ai tuoi vicini di casa, amici, familiari e colleghi informazioni sulla situazione di stalking e sulle azioni da intraprendere nel caso di contatti da parte dell’aggressore.
• Fornisci alle persone maggiormente vicine a te, (amici, familiari, vicini e colleghi di lavoro) una fotografia o una descrizione dello stalker; chiedi loro di chiamare la polizia ogni volta che sentono rumori forti e sospetti e ogni volta che assistono ad avvenimenti strani.
• Assicurati che nessuno riveli tue informazioni allo stalker o a chiunque questo si spacci di essere.
• Tieni in macchina una borsa per le emergenze e del denaro, nel caso in cui non ti fosse possibile rientrare a casa. Fai il pieno di benzina e decidi chi chiamare in caso di problemi, scegliendo un posto sicuro in cui incontrare questa persona.
• Attua misure preventive per proteggerti dallo stalker.
• Porta sempre con te un telefono cellulare, utilizzando la funzione chiamate rapide o chiamate vocali, per contattare un sistema di allarme personale o un sistema di videosorveglianza.
• Cambia spesso le tue abitudini di vita, non fare sempre le stesse cose tutti i giorni alla stessa ora (es. cambia spesso il percorso per andare a casa, al lavoro o a scuola).
• Parcheggia in un posto sicuro e ben illuminato e fai attenzione ai veicoli che seguono, annotando i numeri di targa. Cerca, se ti è possibile, di non viaggiare sola.
• Sul posto di lavoro è opportuno che avvisi i colleghi, i dirigenti e gli addetti alla sicurezza, chiedendo loro di filtrare le telefonate e gli appuntamenti.
COSA FARE SE VUOI AIUTARE UNA VITTIMA DI STALKING?
• Prima di tutto occorre che tu capisca il livello di rischio, più o meno immediato, per la sicurezza della vittima. Devi, quindi conoscere bene la storia della vittima, le caratteristiche del suo aggressore e il tipo di relazione che intercorre tra i due. Inoltre devi essere ben informato sulle caratteristiche dello stalking come forma di violenza, sui modi in cui di solito si manifesta e sulle conseguenze che esso provoca.
• Devi essere in grado di dare alla vittima indicazioni e strategie comportamentali concrete per contrastare lo stalking, e soprattutto devi indicarle dove può trovare un aiuto professionale.
• Devi consigliare la vittima di denunciare immediatamente lo stalking alla polizia e ad un avvocato.
• Devi ascoltare chi si rivolge a te, evitando di colpevolizzarlo, di sottovalutare la situazione e di abbandonarlo.
• Ottimizza il tuo intervento, favorendo la partecipazione, attraverso un lavoro di rete, di diversi specialisti presenti sul tuo territorio. Quindi, metti subito in contatto la vittima con le organizzazioni di sostegno che forniscono assistenza, informazioni, consulenza e trattamento alle vittime di stalking.
• Non consigliare alla vittima né di cercare una riconciliazione con lo stalker, né di tentare di scoraggiarelo dal continuare nei suoi comportamenti.
• Ricorda che anche tu potresti essere a rischio di stalking, quindi, devi prendere alcune precauzioni per salvaguardare la tua sicurezza.
• Devi cercare di capire cosa la vittima ti sta chiedendo: un sostegno, un aiuto pratico, oppure semplicemente l’ascolto.
• Ricorda che vivere con una vittima di stalking non è facile. Alcune possono andare incontro a cambiamenti di carattere. Per questo il tuo costante sostegno può rappresentare un aiuto insostituibile per la vittima.
• I datori di lavoro hanno la responsabilità di proteggere i lavoratori dalle molestie e dalle violenze commesse sul posto di lavoro. I datori di lavoro possono ridurre il rischio di comportamenti di stalking all’interno dell’ambiente lavorativo, sviluppando un clima di lavoro accogliente e contenitivo, ed organizzando dei training per la risoluzione dei conflitti.
(Fonte: MGS, Programma Daphne 04-1/091W “Un manuale per le vittime egli operatori. Percorsi di aiuto per le donne vittime di stalking” )
IN CONFERENZA STAMPA
Presenta:
LO SPORTELLO TUTELA DONNA
Diritti e Tutela della donna